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I mercati Otc. Picco in Italia, crollo in America.

otc

La Tobin Tax. Questa è stata ritenuta la causa principale del crollo degli scambi per il trading sul mercato “Over The Counter” per il contesto Usa. Perché? Essa è stata fissata al doppio per tali mercati (0,2%). O almeno questa è stata l’interpretazione degli ultimi resoconti che hanno cercato di motivare l’improvviso crollo di ben il 30% del trading Otc. Oppostamente, dal bollettino Consob emerge un anomalo aumento del ricorso agli Over the counter, rispetto ai mercati ufficiali, dati i minori volumi di scambio.

Il nostro modo di trattare gli Otc è sempre un tentativo garantista di equipararli agli altri mercati, senza allontanare direttamente gli investitori, attraverso incentivi fiscali, a differenza che nel contesto Usa. Gli investitori vogliono sentirsi più tutelati dal mercato. Ora anch’essi ci prestano particolare attenzione. I mercati dove si scambia per pochi quantitativi sono meno suscettibili alle “mano forti”, ma esse agiscono in via indiretta, condizionando il sentiment positivo o negativo sull’investimento (notizie positive su una società diffuse tramite newsletter e così via). E’ il mercato a dominare e ciò non è sempre bene, in quanto se i fondi speculativi volessero far crollare le quotazioni, sono essi stessi a vendere. E’ quello che sta avvenendo nei mercati Usa dove titoli, senza alcuna connessione con i fondamentali, passano dalle “stelle” alle “stalle”.

Ecco che ritorna l’interesse, in Europa, per i brokers autorizzati, seri ed affidabili per sincerarsi che non si tratti dei soliti fondi speculativi-ombra.

Gli Otc nascono da una filosofia finanziaria

Vengono scambiate, sui mercati Otc, negli Usa, le azioni che rispecchiano la “moda” del momento. Nei mercati a stelle e strisce, impazzano i titoli legati alla cannabis (la chiamano il nuovo petrolio verde) e, malgrado i risultati finanziari poco solidi delle aziende coinvolte nel settore, rendono spesso il 1000%. Poi, cosa succede? Vanno letteralmente in fumo, semplicemente devastati dalla pura logica di mercato. Ed è impossibile capire quando crollano perché non vi è nessun dato obiettivo che ci dia un alert. Tutto sembra non avere senso. E così bisogna fare scalping, spuntando piccoli margini di profitto e lasciare il mercato, seguendo il puro istinto. Se si riuscissero a capire i volumi transati, si individuerebbe il cambiamento della direzione d’onda. Quando troppo acquistano, prima o poi qualcuno “grande” venderà.

Il forex comincia a non fare più parte di tale universo anche se rientra pur sempre nel segmento Otc, in quanto i volumi scambiati danno maggiore affidabilità a tale mercato decentralizzato, senza stanze di compensazione o meccanismi regolamentati (ad es. asta, o imposizione di regole di tutela a monte). Anche le opzioni binarie si stanno avviando su tale sentiero, passando per brokers “autorizzati” ad operare nel territorio di origine di chi investe. Sono state messe le cose in chiaro: La consob autorizza tacitamente le imprese di investimento comunitarie che abbiano già avuta l’autorizzazione presso il paese d’origine (ad es. caso 24option), autorizza espressamente le imprese di investimento extra-comunitarie (ad es. inglesi o statunitensi). Ogni operatore dovrebbe osservare delle precise regole di condotta prudenziale e garantire l’indennizzo, in caso di default.

Insomma, impariamo a distinguere tra fette di mercato-otc dai volumi di transazione modesti e per nulla controllati dalle autorità garanti (modello americano puro) ed otc  “spuri” che sono molto frequentati e, quindi, in qualche modo tutelati dall’ordinamento europeo, se non adesso, prossimamente. Questo per dire che ci allontaniamo dall’ottica base degli over the counter che diventeranno dei micro-mercati, a loro modo, vigilati e quindi parzialmente regolamentati.

Nei mercati secondari e negli Over the counter sbancano anche i bond pubblici più promettenti, in quanto si cerca di risparmiare sulle commissioni di intermediazione e di transazione. L’ultima proviene dai bond del Kenya che ha rastrellato con una maxi-emissione circa 2mld di dollari.  Insomma, tutto è Otc.

Spieghiamo meglio cosa vuol dire Over The counter

In pratica, che cosa si crea? Un doppio mercato che si dovrebbe reggere da sé. Quindi, non ha molto senso dire che non si investe nell’Over The Counter e, per poterlo affermare, bisognerebbe avere una stima precisa del volume delle transazioni che è maggiormente possibile negli Usa, dove sono stati creati dei segmenti Otc (titoli fuori listino o unlisted), stesso a partire dal Nasdaq. L’economia “yankee” è diversa, da questo punto di vista.  La psicologia dell’investimento predominante premia il rischio anche per la comunità dei micro-investitori che sono consapevoli dei rischi assunti.

In Italia, a differenza dell’economia yankee, si è sempre abituati a ricorrere alle banche che si propongono quali brokers on-line. Internet, inoltre, è diventata la maniera migliore con cui anche brokers alternativi raggiungono con efficacia gli investitori privati. Evidentemente, così si spiega il “picco” italiano, dato che c’è comunque una ridotta percezione del rischio.

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