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Forex trading: qualche chiarimento sulle strategie long e short

3d blue stock chart

Se vi siete avvicinati recentemente al mondo del Forex e dei broker, e avete comunque letto con passione alcuni approfondimenti sul tema, vi sarete probabilmente imbattuti in alcune terminologie che, ai profani, potrebbero comparire come difficilmente comprensibili.

Ebbene, fermo restando che i migliori broker dispongono al loro interno di guide sufficientemente ampie da poter soddisfare qualsiasi esigenza di sapere, val la pena cercare di chiarire oggi cosa si intenda per “andare lunghi” o “corti”, e quali siano le implicazioni di tali comportamenti.

Andare lunghi

Cominciamo con la terminologia “andare lunghi“. Di norma, quando si compra la valuta base, si sta acquistando la coppia valutaria. Un semplice esempio: andare lunghi con la coppia EUR/USD significa acquistare euro e vendere uno stesso ammontare di dollari (che nel cross rappresentano, in questo caso, la valuta quotata). Per quanto ovvio, non sarà necessario possedere la valuta quotata per poter chiudere la posizione long sulla moneta base.

Andare corti

Di contro, andando corti (short) si sta vendendo la coppia di valute. Dunque, andare short sulla coppia EUR/USD significa vendere la moneta base (euro nel nostro esempio) e acquistare uno stesso ammontare di dollari (valuta quotata), all’attuale tasso di cambio. Una simile strategia è sottointesa di una valutazione di possibile deprezzamento della moneta base.

Spread

A questo punto, possiamo compiere un piccolo ma proficuo passo in avanti. Quando si sta cercando di acquistare o vendere una valuta, avremo di fronte una duplice quotazione della nostra coppia valutaria: la quotazione “sell”, e quella “buy”.

Se scegliamo di andare lunghi con una coppia valutaria (ovvero, come sopra abbiamo introdotto, si sta cercando di comprare la valuta base, perchè si pensa che il suo valore possa apprezzarsi), dovremo entrare nell’operazione al prezzo di “buy”. Se invece si vuole uscire immediatamente e vendere la stessa coppia valutaria, si deve vendere al prezzo di “sell”. Considerato che in un momento fisso il prezzo sell sarà inferiore al prezzo buy, ne deriva che acquistando e rivendendo subito una stessa coppia valutaria, subiremo la perdita del differenziale di spread.

Un rapido esempio chiarificatore. Immaginiamo di voler effettuare trading sulla coppia EUR/USD, con prezzo sell a 1.1305 e prezzo buy a 1.1310. Acquistando la coppia valutaria (perchè pensiamo che l’euro si apprezzi) effettueremo l’operazione a 1.1310. Se tuttavia, in seguito a un immediato ripensamento, dovessimo vendere la stessa coppia valutaria, dovremmo farlo a 1.1305. La nostra perdita sarà determinata dal differenziale degli spread, in questo caso pari a 5 pip.

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